L’atto sessuale, nell’erotismo, può anche non essere praticato e può consistere in una semplice fantasia che non deve per forza avere ad oggetto l’atto sessuale.
Il particolare di un corpo, un gesto, una situazione, il modo in cui si veste o si sveste un corpo… l’eros può avere in realtà infiniti spunti.
In ogni caso, quale che sia la fonte, l’erotismo ha sempre alla base la spinta motrice del desiderio.
Il desiderio, ovvero l’erotismo, non ha età, come sottolineato in più occasioni dalla scrittrice di narrativa erotica Catherine Robbe-Grillet (in fondo è lo stesso concetto espresso da Franco Battiato: «I desideri non invecchiano quasi mai con l’età», cantava in La stagione dell’amore. Il sesso invece un’età ce l’ha eccome, soggiunge la stessa autrice.
Quando si scrive di erotismo, la mente e il cuore devono essere guidati proprio da ciò che vogliamo raggiungere. Lo scrivente deve immedesimarsi nelle sensazioni che il suo protagonista sta vivendo, anche se magari non le ha mai sperimentate.
Si deve porre delle domande che esulano dalla realtà e sfiorano il mondo misterioso della follia, senza provare colpa o vergogna per ciò che esprime. La ragione si perde nell’atto carnale, mentre la felicità e una ebrezza extracorporea la ritroviamo nell’amore. Le parole devono creare attività ed emozioni capaci di avvolgere il lettore in una dimensione che giudicherà preziosa per se stesso, dove sarà attirato a tornare anche in altri momenti, ed esalterà la trama. L’erotismo è in fondo assimilabile all’arte. Come l’arte, coinvolge l’intelletto, stimola la creatività, porta a inventare narrazioni. I racconti e i romanzi erotici nascono non di rado dall’immaginazione erotica degli autori, che poi cercano di tradurre su carta ciò che ha acceso il loro desiderio.
La pornografia è semmai accostabile a una prestazione sportiva. E proprio come lo sport, ha una fruizione eminentemente visiva. Film e fumetti sono i veicoli più abituali della pornografia. Il racconto e il romanzo si prestano invece molto meno. Sono rari i romanzi pornografici.
Le opere più famose di De Sade (6) sembrano potersi definire pornografiche, anche se qualcuno le definisce erotiche. È vero, anche le perversioni sadiche e coprofaghe dei personaggi di De Sade rispondono a una passione, ma si tratta di un concetto stereotipato e impersonale. L’universo sadiano è ferreo e si divide in due categorie: gli aguzzini e le vittime. Queste ultime possono solo subire, mentre i primi hanno tutti esattamente le stesse pulsioni e gli stessi gusti, nonché la stessa visione del mondo e giustificano i loro comportamenti sulla base della convinzione ideologica che il forte, in quanto tale, ha il diritto e in fondo anche il dovere, per garantire l’equilibrio, di sopraffare il debole. Dunque, com’è inevitabile, non essendo concesso nessuno spazio al sentimento, alla passione e alla fantasia erotica, tali opere sono infarcite di reiterate descrizioni di coiti sempre uguali.
Ma se a questo si riduce il romanzo pornografico, allora quello erotico, dove invece la dimensione emotiva e sentimentale è ben presa in considerazione, non è nient’altro che un sottogenere del romance? No, o almeno non necessariamente. Pensiamo per esempio alla serie Emmanuelle dell’autrice francese Emmanuelle Arsan. Sappiamo che la protagonista è felicemente sposata e la si vede anche sporadicamente interagire con il marito (il quale approva e, anzi, incoraggia l’atteggiamento disinibito della moglie), però la loro storia d’amore non ci viene raccontata. In compenso, larghissimo spazio alle gesta erotiche di Emmanuelle, che ama sia uomini che donne (benché dichiari di preferire le seconde). Sempre però vediamo il tutto dall’angolo visuale di Emmanuelle: sappiamo cosa pensa, cosa sogna, cosa prova, quali sono i suoi sentimenti nei confronti dei suoi numerosi partner.
Invero, il racconto o il romanzo erotico è sempre per sua natura un ibrido. L’erotismo è una sorta di ombrello sotto il quale si possono trovare i generi più disparati: certamente la storia d’amore, ma anche il romanzo di formazione (pensiamo a Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, di Melissa Panarello), la fantascienza (la fantascienza erotica è ormai una sorta di sotto-genere con un numero elevato di titoli), l’horror, l’avventura…
La pornografia è di contro monotematica. I racconti porno (molto più rari i romanzi) si distinguono per l’assenza di trama nonché di caratterizzazione dei personaggi, senza avere nemmeno il beneficio dello stimolo visivo che invece possiedono le rappresentazioni cinematografiche o fumettistiche.
Per concludere, l’atto sessuale in una produzione letteraria di qualunque genere, deve sempre appagare i desideri dello scrittore e del lettore, qualunque forma si voglia scegliere, essere ben inserito nella trama, anzi talvolta facendola addirittura evolvere e soprattutto diventare legittimo.
Anche il racconto sessuale, sia esso erotico o porno, è un genere da tenere nella giusta considerazione all’interno dell’ampio panorama letterario.
A cura della Vedova Rossa e Melissa Miele
Note:
(1) Citazione dai podcast di Antonella di Moia sul Tema Narrativo.
(2) Per approfondire le citazioni di Eros e Thanatos in letteratura, ecco un articolo introduttivo:
https://www.liberopensiero.eu/27/12/2017/varie/eros-e-thanatos/
(3)Georges Bataille, L’erotismo, pag. 29.
(4)Ludovica Le Moli, in La pornografia come negazione dell’eros tratto da https://francescomacri.wordpress.com/2018/06/24/la-pornografia-come-negazione-delleros-2/
(5) Gabriella Turnaturi, in Erotismo e costruzione sociale, alla voce Erotismo dell’Enciclopedia Treccani
(6) Marchese De Sade, le tre versioni di Justine, Juliette, Le 120 giornate di Sodoma
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